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sabato 8 febbraio 2014

Come si scrive? Uno sguardo ai dubbi sull'uso dell'accento e dell'apostrofo nella lingua italiana


Quante volte capita di doversi scontrare con un atroce dilemma grammaticale? Ormai siamo stati rapiti dai Social Network, ognuno di noi scrive più spesso di quanto normalmente richiesto, e sopratutto lo fa in "pubblico". Ed è proprio questo pubblico di internauti che non riesce a resistere al fascino di condividere link su Facebook, postare l'ultima foto su Instagram o commentare l'attualità su Twitter per il quale è necessario cercare di sciogliere i numerosi dubbi che riguardano la corretta forma di scrittura della lingua italiana.

Comincio innanzi tutto col dire che c'è differenza tra l'accento e l'apostrofo! 
  Ecco, di certo qualcuno ora sarà scioccato da questa mia affermazione, perché tra costoro c'è chi li usa indistintamente ed è assolutamente sbagliato; tuttavia concedo il beneficio del dubbio a quei pochi che scrivono da cellulari che non hanno le lettere accentate - credo alcuni Blackberry - o che hanno il tasto apposito rotto.

Fermi tutti intanto! Ho in serbo un'altra asserzione provocatoria: "l'accento grave è diverso dall'accento acuto!".
   Se neanche adesso ti ho scandalizzato è probabile che tu scriva in modo corretto; tuttavia è bene chiarire i ruoli fondamentali dei due segni diacritici con qualche esempio.


Come si scrive? E o è?
La differenza tra le due forme, corrette entrambe, è sostanziale:
e, congiunzione, unisce sintatticamente periodi o altri costituenti strutturali (es. Solo io e te lo sapremo);
è, terza persona singolare dell'indicativo presente del verbo essere (es. Gina è bella).
Da notare la presenza dell'accento grave sulla voce verbale precedente. Scrivere "é" è a tutti gli effetti un errore, così come è sbagliato sostituire l'accento con l'apostrofo quando dovete scrivere È. Tenendo premuto Alt+212 il vostro problema si risolve!

Come si scrive? Ce o c'è?

Anche in questo caso si osservi come
ce è una particella pronominale accompagnata sempre da altre particelle pronominali (es. Libri a casa? No, non ce ne sono);
c'è è la contrazione di ci +è (es. Possibile che non c'è un libro in questa casa?).

Come si scrive? Da, da' o dà?

Tutte e tre le forme sono corrette, ma distinguiamone il diversificato uso:
da è preposizione semplice (es. Ci vediamo da te);
da' è la seconda persona singolare dell'Imperativo del verbo dare (es. Da' da bere agli assetati!);
è la terza persona singolare del presente Indicativo del verbo dare, ed esiste soltanto per distinguerla dalla preposizione semplice succitata (Franco tanto e non pretende mai nulla).

Come si scrive? Ne, né o n'è?

Tutte e tre le forme sono corrette, è dunque necessario fare una distinzione fra:
ne, particella pronominale (es. C'è altra pizza? Ne vorrei ancora!);
, negazione (diverso da nè che è errato; es. Non voglio vederti ora mai!);
n'è, forma contratta di ne + è (es. C'è altra pizza? No, non ce n'è!).

Come si scrive? Di, di' o dì?

Esistono tutte ma significano:
di, preposizione semplice (es. Il libro di grammatica);
di', seconda persona singolare dell'imperativo del verbo dire (es. Di' a tuo fratello di comprarsi qualche libro!);
, sostantivo, sinonimo di giorno (es. Il seguente mi chiamò).

Come si scrive? Po' o pò?

Senza dubbio si scrive po', perché ci troviamo dinanzi a uno dei due casi di obbligo dell'utilizzo dell'apostrofo per l'apocope (l'altro è mo' per dire "a mo' di ").

Come si scrive? Si o sì?

Questo è un errore - veniale, ma non troppo - che commettono un po' tutti. Infatti c'è differenza tra:
si, particella pronominale (es. Stefano si lava perché puzza);
• e , affermazione (es. "Guardo troppa televisione?". "Assolutamente !").

Come si scrive? Se o sè?

Doveroso distinguere alcuni casi:
se, particella pronominale (es. Nadia se ne vuole andare!), ortograficamente indistinguibile dal se congiunzione (es. Se Lucio vuole, andiamo);
• e , pronome personale (es. Ognuno parlasse per ).
Sia chiaro che la forma (cioè quella con l'accento grave) è errata.

Come si scrive? Fa o fà?

La forma corretta è fa sia se essa indichi la voce del verbo fare, sia la nota musicale che l'avverbio (es. un anno fa). L'accento non è previsto perché i tre casi sono difficilmente confondibili. È giusto annoverare la forma fa' nel caso dell'imperativo presente del verbo fare (es. Fa' i tuoi doveri!).


Altri dubbi simili sono: Sta o stà? Do o dò? So o sò? Va o và? Tutte queste parole accentate sono errate!

La linea guida da seguire è che le parole monosillabiche non vanno mai accentate, tranne nei casi già affrontati, nel caso di alcuni avverbi , , giù, già, più e in pochissimi altri casi isolati (es. Il delle cinque).

Un altro errore frequente è l'accento sbagliato su alcuni avverbi tipo perché, giacché, poiché ecc. ma i più furbi potrebbero rispondere che è stancante premere MAIUSC sulla tastiera per cambiare l'accento alla e - manco steste patendo le fatiche di Ercole.

Chiudo cercando di esser d'aiuto a chi si è chiesto: "Si scrive qual'è o qual è?".
Smentite chi dice che vanno bene entrambe, sta cercando di celare il suo errore! Quale (come suo fratello tale) non si elide in nessun caso, la forma corretta è dunque qual è (tal è).

Per chi volesse approfondire gli argomenti sfiorati in questo post, vi consiglio di leggere Guida all'uso di accenti e apostrofi nell'italiano, Accademia della Crusca.

P.S. Mi raccomando, non bluffate e andate su Wikipedia! L'ho già fatto io!

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